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E' un mondo difficile ( capitolo 50 )


di chiara94
30.03.2026    |    486    |    163 7.5
"” Giacomo lascia uscire una mezza risata amara:” Ed io resto con il cerino in mano..."
Gaia torna a sedersi accanto a Fausto con un movimento naturale, quasi studiato, come se quel posto le appartenesse già. Io invece torno per terra, leggermente defilato, in una posizione che ormai mi sembra coerente con il ruolo che gli altri mi hanno assegnato, senza dirlo: osservatore, più che protagonista.
La mia compagna di università rompe l’attesa con un tono leggero, ma negli occhi ha curiosità autentica:" Ragazzi; è l’ora della scelta? Siete emozionati? "
Giacomo si illumina subito. È il tipo che vive di conferme esterne, e non lo nasconde:" Non vedo l’ora di sentire il mio nome pronunciato da Serena."
Nicolas sorride largo, con una sincerità quasi disarmante, ma anche un po’ superficiale:" Se si scopa, sì."
Per lui tutto sembra ridursi a quello, senza filtri.
Gaia scoppia a ridere. La sua risata è spontanea, ma anche selettiva: ride di ciò che le permette di mantenere il controllo della situazione.
" Addirittura alla prima uscita volete già fare l’amore? "
Serena la segue, più accomodante, più incline a stare nel gioco del gruppo:" Gaia; fanno i ragazzi. È giusto così."
Gaia annuisce:" Hai ragione."
Ma nel suo sguardo c’è qualcosa di più lucido: lei osserva, valuta, decide.

Io le guardo senza dire nulla.
Al improvviso Gaia si gira verso di me. Il suo interesse non è casuale, è mirato:" Francesco; tutto bene? "
Le sorrido:" Certo, Gaia."
È una risposta semplice, ma serve a non concederle troppo spazio dentro di me.

Fausto la guarda. Non parla, ma vuole sapere. Gaia capisce subito: è abituata a interpretare gli altri, soprattutto chi le ruota attorno.
" Francesco teme di non essere scelto da nessuna."
Fausto accenna una risata, istintiva, quasi automatica. Poi si blocca. Sa che Gaia non ama certi eccessi:" Scusami, Gaia."
Lei lo rassicura, con un tono che mescola indulgenza e superiorità:" Non ti preoccupare, in effetti fa un po’ ridere la cosa."

Serena si alza e viene verso di me. Il suo gesto è infantile, ma anche provocatorio: mi fa la linguaccia e torna da Giacomo. È il suo modo di stare nel gruppo.
Giacomo scoppia a ridere e le batte un cinque:" Grande Serena."
Ha bisogno di complicità, di alleanze semplici.
Serena alza le braccia, teatralmente vittoriosa. Gaia ridacchia, e Fausto la segue immediatamente. Non ride davvero: ride perché ride lei.

Valentina invece è immobile. Il suo sguardo è tagliente, infastidito. Non si sente parte del gruppo.
Serena se ne accorge:" Cosa c’è? Perché ci guardi con quella faccia? "
Prima che possa rispondere, Giacomo interviene. Il suo tono si fa più duro, quasi aggressivo:" Serena; lasciala perdere. È sempre stata strana. Non ci ha mai considerato, e non è neanche figa. Tu e Gaia siete bellissime, e vi trovate bene con noi. E ci volete dare una chance. Lei neppure quella. Ha la puzza sotto il naso. È uguale a Francesco, solamente al femminile."
Le sue parole rivelano più insicurezza che sicurezza. Ha bisogno di abbassare qualcuno per sentirsi al livello giusto.
Gaia applaude, divertita:" Analisi perfetta, Giacomo. Bravo."
Lei premia chi rafforza la sua visione del gruppo.

Valentina interviene, fredda, controllata:" Invece di continuare a dire stupidaggini, perché non scegliamo? Inizio io per prima, se sta bene a tutte voi."
Non cerca approvazione. Impone un cambio di ritmo.
Gaia risponde senza esitazione:" Scegli pure tu per prima, tanto non cambierebbe niente. Io so già chi voglio scegliere, ho le idee ben chiare."
E guarda Fausto.
Serena annuisce, guardando Giacomo. Anche lei ha già deciso.

Gaia aggiunge:" Anzi facciamo così. Scriviamo i nomi su un foglietto, così poi non si potrà dire che le scelte sono state influenzate dalle precedenti."
Vuole formalizzare il gioco, renderlo pulito, ma anche spettacolare.
Giacomo si alza subito: ha bisogno di sentirsi utile. Porta carta e biro, prepara i foglietti e li distribuisce.
Le ragazze si allontanano. Creano un piccolo spazio separato, quasi un rituale.
Gaia dice:" È solamente per una formalità, per lasciare un po’ di suspense."
Fausto sorride:" Certo, non ti preoccupare. Sai che non ho proprio idea di chi sceglierai? "
Sta giocando, ma cerca conferma.
Gaia ricambia:" Davvero? "
Sa benissimo che non è vero.

Fausto poi si gira verso di me:" Francesco; secondo te come saranno le scelte? "
Gli altri ridono. Per loro è una battuta. Per me no.
Mi alzo lentamente. Prendo un foglio, una biro. Scrivo senza fretta. Il gesto è semplice, ma rompe il loro schema.
Chiudo il foglietto e lo appoggio a terra, un po’ distante da me:" Fatto."
Gaia mi osserva con diffidenza:" Sei molto sicuro di te, Francesco; vedo."
Annuisco:" So già chi sceglierete, ho detto solamente questo."
Il suo sguardo cambia. Non ride più. Scrive, ma continua a fissarmi. Vuole capire se sto bluffando, o se le sto sfuggendo.
Quando le ragazze finiscono, tornano ai loro posti.

Fausto interviene:" Possiamo scriverle anche noi, tanto le vostre scelte sono scontate. Non vogliamo dare adito a Francesco di fare il veggente, il figo."
Gaia risponde semplicemente:" Come volete."
I tre ragazzi si allontanano. Scrivono in fretta, con meno attenzione. Per loro è un gioco già deciso.
Tornano e si siedono.
Fausto posa il foglietto davanti a sé e mi guarda:" Mettiamo anche noi tre i biglietti davanti a noi, contento? "
Ride. Giacomo e Nicolas lo seguono.
Ma Serena e Gaia non ridono.
Il cambiamento è sottile, ma evidente. L’atmosfera si incrina.
Fausto se ne accorge subito. Il suo sorriso si spegne, come quello dei suoi amici.

Gaia riprende a parlare:” Scegliamo, dicendo la nostra preferenza,ma con una spiegazione ben argomentata.”
E per la prima volta da un po’, sembra che il caos stia prendendo una forma.
Valentina inspira lentamente, come se dovesse mettere ordine nei pensieri, prima ancora che nelle parole. Poi alza lo sguardo, e quando inizia a parlare, la sua voce è ferma. Non fredda, ma consapevole.
“ Allora inizio io.”

Si prende un secondo, giusto il tempo di guardare tutte e tutti, come a voler essere sicura di essere ascoltata davvero:” Io li conoscevo già tutti e quattro. E lo dico subito, senza girarci intorno: nessuno di loro mi è mai interessato davvero.”
Fa una pausa breve, ma significativa. Non è indecisione, è precisione:” Però devo fare una distinzione. Perché, se guardo nel complesso, Francesco mi è sempre piaciuto come tipo. Ha qualcosa; non so, un modo di stare, di muoversi, che mi ha sempre colpita. I suoi amici, invece no. Li ho sempre trovati insignificanti.”
Le sfugge quasi un mezzo sorriso, ma è più ironico che divertito:” Banali nei discorsi. Infantili. Sempre lì a fare la gara, a chi è più figo tra loro tre. E poi ” scuote leggermente la testa:” Molto rozzi. Nei racconti, nelle esperienze che tirano fuori. Io ridevo, sì, ma perché mi facevano ridere, non perché mi piacessero.”
Si raddrizza appena sulla poltrona, come se volesse chiarire bene questo punto:” Nonostante questo, ho accettato di giocare. Anche perché, diciamolo, non c’è nessun obbligo di scelta, nonostante quello che dice Fausto.”
Lancia un’occhiata veloce, con un senso di rivincita:” E sinceramente, non credo che loro resisteranno a voler fare mille uscite, e neanche noi.”
Poi cambia leggermente tono, più riflessiva:” Devo però dire una cosa. L’intraprendenza di Nicolas mi ha colpita. Non completamente, ma in parte sì. Mi ha coinvolta.”
Annuisce appena, come a confermare a sé stessa:” È stato bravo, anche se avrebbe dovuto darsi una sistemata, prima di tornare alla carica con me.”
Un piccolo sospiro, poi diventa più netta:” E comunque, intraprendenza non vuol dire diventare invadente. Se io ballo con Francesco, Nicolas non si deve intromettere. Punto.”

Gaia resta immobile, ma qualcosa nel suo sguardo cambia al improvviso.
Appena sente nominare di nuovo il mio ballo con Valentina, i suoi occhi si stringono appena, come se quella parola avesse acceso qualcosa dentro di lei.
Non dice niente, ma si vede.
Le labbra si tendono in una linea sottile, le dita si chiudono lentamente, come se stesse trattenendo una reazione, che le verrebbe naturale. Il respiro diventa più lento, controllato, quasi forzato.
Sembra furiosa.
Non una rabbia rumorosa, ma qualcosa di più freddo, più trattenuto. Una rabbia che resta sotto la superficie, ma che si legge chiaramente nei suoi occhi.
È come se quel ricordo le desse fastidio, come se volesse cancellarlo Non solo per sé stessa, ma anche per gli altri.
Come se quel momento non dovesse esistere più, come se parlarne fosse già troppo.
Per un attimo sembra sul punto di intervenire. Le sue labbra si schiudono appena, come se stesse per dire qualcosa, per interrompere, per mettere fine a quel discorso.
Ma poi si ferma.
Inspira piano.
E decide di non dire nulla.
Resta lì, ad ascoltare, lasciando che Valentina continui a parlare.
Il suo sguardo però non si ammorbidisce. Rimane fisso, intenso, quasi tagliente.
In silenzio.

Intanto lo sguardo di Valentina si fa più intenso, come se rivivesse la scena:” E infatti,dopo che Francesco ha detto chiaramente di non essere interessato a me, io non mi sarei mai aspettata che mi invitasse a ballare.”
La voce si abbassa appena, più sincera.:” E invece l’ha fatto. E lì, l’ho apprezzato davvero. È stato un gentleman. Non ha esagerato, non ha fatto il teatrino. Solo con lo sguardo, con i gesti, è riuscito a catturarmi.”
Un attimo di silenzio. Poi continua, senza difese:” Lo ammetto, senza vergogna. Se mi avesse chiesto di scopare, gli avrei detto di sì. Avrei scopato con lui, anche davanti a voi, se me l’avesse chiesto.”
Le parole sono pesanti, ma sembrano oneste.

Serena non ce la fa più.
Fino a questo momento aveva cercato di trattenersi, ma le parole che sente, le rimbombano in testa, una dopo l’altra, sempre più assurde. Il suo viso si contrae, gli occhi si spalancano increduli.
Poi sbotta:“ Sei proprio una troia. Ma puoi dire una cosa del genere, senza vergognarti? ”
La sua voce è alta, netta, taglia l’aria e blocca, per un attimo, tutto il resto.
Si porta una mano tra i capelli, scuotendo la testa, come se quello che ha appena sentito, sia troppo da accettare.

Gaia interviene, senza alzare la voce, ma con un tono fermo, deciso:“ Cucciola; hai pienamente ragione, ma lasciamola finire.”
Fa una pausa, guardando me:” È solamente una doppiogiochista. Ha fatto tanto l’amica, ma il suo scopo è sempre stato quello di far litigare me e te.”
Ma è completamente pazza?
È Valentina che ci ha presentati.
Se Valentina avesse avuto mire su di me, non mi avrebbe mai presentato Gaia.
Assisto alla scena, incredulo.

Valentina però non reagisce.
Nessuno scatto, nessuna difesa.
Resta lì, impassibile.
Per un attimo abbassa lo sguardo, come se avesse deciso qualcosa dentro di sé. Poi lo rialza e riprende a parlare, con una calma quasi disarmante, come se quelle accuse non la riguardassero davvero.
Continua, come se niente fosse.
Poi il suo sguardo si sposta verso Gaia, e cambia qualcosa. Si fa più morbido, ma anche più serio:” Però Gaia ha ragione. Mi sono lasciata troppo trasportare dalle emozioni.”
Abbassa leggermente lo sguardo, come se sentisse davvero il peso di quello che sta dicendo:” Francesco non è interessato a me, e mi ha trattata come una marionetta, forse per far ingelosire Gaia.”

Gaia solleva leggermente il mento, lo sguardo fermo, sicuro. Non c’è esitazione nei suoi occhi, solo una convinzione granitica:“ Però Francesco ha miseramente fallito, perché io non mi sono dimostrata gelosa.”
Fa una breve pausa, come per dare peso a ciò che sta per dire:“ Io ho fatto un discorso sulla decenza, sul pudore, sulla moralità.”
Il suo tono è deciso, quasi solenne, come se stesse mettendo un punto definitivo alla questione.
Per un attimo cala il silenzio.

Poi Fausto rompe quel attimo, battendo le mani con un sorriso sincero:“ Gaia; oltre ad essere bellissima, sei anche intelligente e stupenda caratterialmente.”
Gaia accenna un sorriso, soddisfatta, ma senza perdere quella sua aria composta.
Serena, però, non resta in silenzio.
Si sporge leggermente in avanti, con un mezzo sorriso furbo:“ Ed io come sono? ”
Giacomo interviene subito, senza lasciar spazio a vuoti:“ Anche tu, Serena, sei eccezionale. Sia a livello fisico, che caratteriale.”
Gaia e Serena si scambiano un’occhiata, poi sorridono entrambe.
Un sorriso complice, soddisfatto.
Per un momento, la tensione sembra sciogliersi, sostituita da quel aria leggera fatta di attenzioni, sguardi e piccoli equilibri, che tengono insieme il gruppo.

Al improvviso, senza alcun preavviso, Gaia si gira verso di me.
Il suo movimento è lento, controllato. Gli occhi mi fissano, diretti:“ E tu come ci consideri; Francesco? ”
La domanda arriva dal nulla e, per un attimo, mi spiazza.
Sorrido. Un sorriso leggero, volutamente provocatorio, per far capire che sto scherzando:“ Due stronzette.”
Le parole escono semplici, quasi leggere, ma l’effetto è immediato.
Serena scatta in piedi; il suo corpo è teso, lo sguardo acceso, come se fosse pronta a reagire davvero:“ Ma ti ”
Non finisce la frase.
Gaia alza appena una mano verso di lei. Un gesto piccolo, ma deciso.
Serena si blocca.

Gaia non la guarda nemmeno. I suoi occhi si spostano su Valentina:“ Continua pure. ”
La sua voce è calma, quasi indifferente.
Poi, per un istante, torna a guardare me.
Solo un attimo.
Ma quello sguardo è diverso.
Non mi pare uno sguardo arrabbiato, mi da più l’idea di uno sguardo profondo, riflessivo; come se stesse cercando qualcosa oltre la battuta, oltre le parole,come se volesse capire.
Poi distoglie lo sguardo e torna ad essere quella di sempre, composta, presente, apparentemente tranquilla.

Valentina riprende a parlare.
La conversazione continua.
Ma io resto lì, con la sensazione che in quello sguardo ci fosse molto di più.
“ Ho capito il discorso di Gaia.Se l’è presa, perché ha visto in Francesco qualcosa, che va oltre me. Un modo di fare, che sembra quasi insultare noi ragazze. Come se fossimo delle bambole. E le bambole, se proprio, si comprano su internet.”
Un accenno amaro attraversa la sua espressione:” Purtroppo Francesco è riuscito a farmi eccitare; non posso negarlo, tanto avete visto tutti.”
Poi torna dritta, decisa, come se tutte le contraddizioni trovassero comunque una conclusione:” In conclusione,io sono rimasta più colpita, più folgorata da Francesco.”
Alza lo sguardo, senza più esitazioni:” Quindi sì. Io scelgo Francesco.”

Gaia tiene lo sguardo fisso su Valentina.
I suoi occhi sono immobili, attenti, ma completamente indecifrabili. Non c’è rabbia, non c’è ironia, non c’è fastidio. È come se avesse chiuso ogni emozione dietro una superficie liscia, perfetta.
Poi, lentamente, gira la testa verso di me.
Stessa espressione, stesso sguardo.
Nessun cambiamento.
Questo, più di qualsiasi reazione, mi mette a disagio.
Allora provo a sdrammatizzare.
Sorrido, alzando appena le spalle:“ Una mi ha scelto, non ci avrei mai sperato. Ero già pronto a fare l’accompagnatore delle coppie.”

La battuta resta fluttuante nel aria..
Gaia inspira profondamente. Si vede appena il movimento del petto, il respiro controllato,ma non dice nulla.
Continua a guardarmi.
Poi, lentamente, sulle sue labbra compare uno strano sorriso. Non è aperto, non è spontaneo. È sottile, ambiguo.
Uno di quei sorrisi che non chiariscono, ma complicano.
Subito dopo sposta lo sguardo su Serena.
Un attimo solo, ma è abbastanza.
Non serve dire niente, è un segnale.
Tocca a lei.

Serena si sistema una ciocca di capelli dietro l’orecchio, prende un respiro leggero, ed inizia a parlare. La sua voce è più dolce rispetto a quella di Valentina, ma dentro si sente una certa tensione, come se stesse cercando di tenere insieme ciò che prova davvero, e ciò che sente di dover fare:” Allora, praticamente io mi sono relazionata solo con Giacomo.”
Lo dice guardandolo per un attimo, con un mezzo sorriso che le viene spontaneo:” E devo dire che mi sono trovata molto bene. Mi ha fatta ridere, tanto. È stato leggero, piacevole, mi ha riempita di attenzioni per tutta la sera.”
Mentre parla, probabilmente ripensa ai momenti passati insieme, e il sorriso si allarga appena:” Abbiamo ballato, mi sono divertita davvero. È un ragazzo d’oro. Di quelli rari.”
Annuisce piano, come se stesse confermando a se stessa, quello che sta dicendo:” Molto interessante. Ce ne fossero di ragazzi così.”
Il tono si fa più sincero, quasi riconoscente:“ È il tipo di ragazzo che vorrebbero tutte. E sì, mi sento anche fortunata, che lui abbia guardato me.”

Poi però qualcosa cambia. Il sorriso si spegne un po’, lo sguardo si abbassa per un secondo. Quando lo rialza, è più seria:“ Però io sono venuta qui per conoscere Francesco.”
Il mio nome resta sospeso, più pesante degli altri:” Su insistenza di Gaia. Glielo ho promesso.”
Fa una piccola pausa, come se stesse pesando bene le parole successive:” E nonostante Francesco mi abbia aggredita, mi abbia trattata male, e abbia anche rifiutato di ballare con me. ”
Stringe leggermente le mani, poi conclude:” Vorrei uscire con Francesco.”

La reazione di Giacomo è immediata, quasi incredula:” Serena; fammi capire. Vuoi uscirci una volta, per accontentare Gaia, e poi inizierai ad uscire con me? ”
Serena si blocca un attimo. L’imbarazzo le sale addosso tutto insieme. Distoglie lo sguardo, poi lo riporta su di lui:” Io esco la prima volta con Francesco” la voce è meno sicura adesso:” E poi, ovviamente, altre volte.”
Si affretta ad aggiungere, come per giustificarsi:” Ho bisogno di capire come è realmente. Non posso fermarmi ad una sera.”
Poi scuote leggermente la testa:” Ma non è solo una decisione mia. È Gaia che vuole, che io lo conosca.”
Il suo sguardo va verso di lei, quasi a cercare conferma, o forse protezione:” E comunque ho bisogno di più uscite per farmi un’idea.”
Giacomo non molla:” Quindi uscirai solo con lui? ”
Serena resto in silenzio. Non sa cosa rispondere. Sente il peso della domanda, e per un attimo le sembra di non avere una risposta che sia davvero sua. Guarda Gaia.

È lei a intervenire:” Vedremo. Magari sarà amore a prima vista, ed usciranno subito dal gioco.”
Giacomo lascia uscire una mezza risata amara:” Ed io resto con il cerino in mano.”
Gaia ribatte subito:” Ma ci siamo anche io e Valentina.”
Ma Giacomo scuote la testa, diretto:” Valentina ha già espresso la sua preferenza, ora sentiamo la tua. Tu sceglierai Fausto, ed io rimarrò fuori dai giochi.”
Gaia non è assolutamente d’accordo:” Un attimo. Francesco non può assolutamente uscire con due, quindi puoi rientrare in gioco.”
Gaia mi guarda solo per un secondo.
Un istante appena.

Poi distoglie lo sguardo, come se quel contatto visivo fosse già più di quanto volesse concedere. Si sistema leggermente, prende fiato e, con tono calmo ma deciso, dice:“ Ora tocca a me.”
Il silenzio regna sovrano.
“ Questa sera ho approfondito la conoscenza con Fausto. Ero rimasta già colpita la prima sera, che l’avevo visto. Mi è piaciuto subito.”
Parla con chiarezza, senza esitazioni:“ E così ho voluto conoscerlo meglio, ballando con lui. Premuroso, gentile, simpatico, attento. Sarebbe il ragazzo perfetto per me. Gli direi subito sì.”
Fa una pausa:“ Solamente che prima devo dare una chance a Francesco. Glielo ho promesso. Io e Francesco abbiamo bisogno di essere sulla stessa lunghezza d’onda. Se io mi mettessi con Fausto senza dargli una chance, rovinerei il rapporto con Francesco.”
Le sue parole cadono pesanti.

Fausto non riesce a trattenersi. Si sporge in avanti, visibilmente coinvolto:“ Scusami Gaia; ma se ti ha maltrattata tutta la sera. Non hai alcun dovere verso di lui. Hai sempre detto che lui non può mettere becco su cosa fai.”
Gaia lo guarda, senza perdere la calma:“ Lo so, e lo continuo a pensare. Ma mi sento di fare così.”
Un attimo di silenzio:” Anche io scelgo Francesco.”

Quelle parole creano uno scarto nel aria.
I miei amici si guardano tra loro, increduli. Gli sguardi si incrociano, pieni di domande che nessuno ha il coraggio di fare ad alta voce.
Nicolas interviene, cercando di alleggerire:“ Ragazzi; ma non ci hanno bocciato. È solamente la prima uscita. Tutte e tre hanno parlato meglio di noi, che di Francesco.”
Fausto e Giacomo si scambiano uno sguardo.
Nessuno dei due risponde.
Il nervosismo si sente, anche senza parole.
Fausto però si sente in dovere di chiedere una cosa:” Gaia; hai parlato di una chance, quindi di un’uscita, giusto?”
Gaia si gira verso di lui:” Si, esattamente. Qualche uscita.”
Il mio amico vorrebbe non chiederglielo, ma non riesce a trattenersi:” Una o qualche? “
La mia compagna di università si limita a dire:” Qualche potrebbero essere anche solamente due uscite.”

Le parole di Gaia sono difficili da raccogliere per i tre miei amici, che si guardano.
Prima Fausto, poi Giacomo, infine Nicolas.
È uno scambio rapido, ma pieno di significato.
Le loro espressioni cambiano quasi nello stesso momento: le sopracciglia si corrugano, le labbra si stringono appena, gli occhi tradiscono un fastidio difficile da nascondere.
Contrariati.
Non era questo che si aspettavano.
Fausto abbassa per un attimo lo sguardo, scuotendo leggermente la testa, come se stesse cercando di accettare qualcosa che non gli torna.
Giacomo resta più immobile, ma il suo sguardo è duro, fisso, come se stesse facendo due
conti dentro di sé, e il risultato non gli piacesse affatto.
Nicolas prova a mantenere un’aria più leggera, ma anche lui non riesce a nascondere del tutto la tensione: il suo sorriso è appena accennato, tirato.
Si guardano ancora, questa volta un po’ più a lungo.
Come se, senza parlare, stessero condividendo lo stesso pensiero.
Non doveva andare così.
Non dopo tutta la serata.
Non dopo tutto quello che era stato detto.
Ed invece è successo.
Ed ora devono solo prenderne atto.

Mi alzo lentamente. Non c’è fretta nei miei movimenti, ed è proprio questa calma a creare la prima crepa nel aria già tesa. Mi avvicino a Nicolas.Prendo il suo bigliettino. Lui non oppone resistenza.Lo apro.
Sul foglio c’è scritto: " Gaia Fausto, Giacomo Serena, Valentina Nicolas."
Lo mostro a tutti, senza aggiungere una parola.

Nicolas annuisce, soddisfatto. Per lui era tutto semplice: ordine, logica, prevedibilità. Non si è mai posto davvero il problema, che le cose potessero andare diversamente.

Mi sposto verso Fausto. Non gli chiedo nulla. Lui apre da solo il suo biglietto, con un gesto rapido, quasi per dimostrare sicurezza.
Lo mostra.
Le stesse coppie.
Ma nei suoi occhi qualcosa si spezza. La sicurezza, che ostentava fino a poco prima, lascia spazio a una delusione improvvisa, più profonda di quanto vorrebbe ammettere.

Poi passo a Giacomo.
Lui alza una mano, come a fermarmi: " Non è necessario, anche io ho scritto le stesse coppie."
Il suo tono è leggero, ma forzato. Sta cercando di mantenere l’immagine di sé: quello sicuro, quello che ha già capito tutto.
Lo guardo, senza infierire. Non serve. La realtà sta già facendo il lavoro al posto mio.
Erano e rimangono tre coglioni.

Mi giro verso le ragazze.
Mi avvicino a Valentina. Lei non abbassa lo sguardo, non lo ha mai fatto. C’è una calma diversa in lei, non passiva, ma consapevole. Apro il suo biglietto.
C’è scritto il mio nome.
Un silenzio sottile inizia a formarsi, ma non è ancora completo.

Vado da Serena. Lei mi osserva con attenzione, come se cercasse di capire qualcosa che le sfugge. Apro anche il suo.
Ancora il mio nome.
Adesso il silenzio si fa più pesante.

Rimane Gaia.
Mi avvicino. Lei mi guarda con aria di sfida, il mento leggermente sollevato. Non accetta facilmente di essere sorpresa.
Apro il suo biglietto.
Lo mostro a tutti.
C’è scritto: Francesco.
Il silenzio diventa totale. Denso. Nessuno si muove.

Serena è la prima a reagire. Si alza di scatto e corre a prendere il mio biglietto: " E tu cosa avevi scritto? "
Lo apre.
L’urlo le esce dalla gola, prima ancora che riesca a controllarsi.
Gaia scatta:" Cosa c’è? "
Serena respira a fatica, la rabbia le stringe il petto. Le porge il foglio.
C’è scritto: "Francesco Gaia, Francesco Valentina, Francesco Serena."
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